Erano già diversi anni che il mio lavoro creativo e la mia pittura si confrontavano con il gusto del pubblico in mostre collettive. Stare appesi sulle pareti senza filtro tra l’osservatore e la superficie dipinta non è indifferente per un quadro e ancor meno per il suo autore; dividere con altri lo spazio dà però una certa protezione. Soprattutto dalle critiche e dagli sguardi indifferenti. La mostra personale è diversa. Sei solo, nel bene e nel male. Se fai sul serio è una bella prova di vita: ti fa crescere, ti tempra, ti segna.


La n°1, la prima di una carriera, è qualcosa di ancora diverso e particolare.... Così è stato per me.


Ricordo che a porte chiuse, prima che entrasse la gente per l’inaugurazione, sola in galleria, passai in rassegna ogni opera e come un comandante prima della battaglia li “minacciai” interiormente che se non avessimo avuto successo autentico, avremmo chiuso. Successo autentico per me è la risposta di un pubblico sorpreso, interessato, che si trattiene volentieri davanti ad un’opera e che poi esce contento... con o senza quadro.

In caso contrario non avrei continuato a far mostre, tornando agli altri lavori creativi - pubblicità, grafica, interior design - a cui mi dedicavo ordinariamente.


Il curatore della mostra - della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma - l’ha impostata come un’antologica, scegliendo tra il materiale di una decina d’anni di attività artistica e individuando un filo rosso comune che è la mia ricerca della bellezza nel piccolo particolare.


Andò bene. La gente rispose meglio del previsto e mi impressionai di quanto i quadri sapessero “parlare”. Vendetti anche molto, con soddisfazione della gallerista!

Mi colpì che il commento più frequente non fosse: brava - belli - ottimo lavoro - (sebbene molti parenti e amici erano presenti e l’hanno pure detto!). I più e i non conosciuti facevano commenti su come rimanessero meravigliati, su come fossero portati alla riflessione, su come fossero catturati dalle inquadrature, su come si sentissero trasportati altrove.

La mia pittura era per molti una soglia che apriva al mistero: ... era arte.

Per me, una scoperta esistenziale che ha inciso il cuore orientando la vita.




















 

Una mostra personale segna. La prima, incide                     

di Paola Grossi Gondi

1992

con la prima mostra personale

ha inizio ufficialmente l’attività pittorica di Paola Grossi Gondi.

         

Vent’anni legati da un filo rosso:

       la passione dell’artista di ricercare la bellezza nella realtà circostante.

dall’Archivio

Il catalogo

la stampa